Cassius
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Hunnorum gens glacialem Oceanum accolens, omnem modum feritatis excedit. Ita sunt asperi ut neque …

Il Nuovo Expedite 2

Pagina numero: 66

Versione numero: 158

Aiuto arrivano i barbari!

Il popolo degli Unni, che vive vicino all’Oceano artico, supera ogni limite di ferocia. Sono così rozzi da non sentire la mancanza né del fuoco, né dei cibi conditi, vivono bensì delle radici delle piante di campo e della carne cruda di un qualsiasi animale. Senza che siano mai riparati da alcun edificio, ma nomadi, attraversando monti e foreste, si abituano dalla fanciullezza a sopportare il gelo, la fame e la sete. Si coprono con indumenti di panno oppure di pelli di topi di bosco cucite insieme, e non hanno una veste per la casa e una veste per stare in pubblico. Si coprono le teste con berretti ricurvi, e le gambe villose con pelli di capra, e le loro calzature, approntate senza alcuna regola, impediscono di camminare con passi sciolti, ragion per cui sono poco adatti alle battaglie a piedi. Nessuno tra di loro ara o né tocca mai il manico di un aratro. Tutti infatti vagano senza dimore fisse, né una legge, né uno stile di vita stabile, sempre simili a profughi, con i carri nei quali abitano dove le coniugi tessono gli abiti, partoriscono e allevano i figli fino alla fanciullezza. Nessuno tra loro sa dire il luogo dal quale proviene: infatti è stato concepito altrove, è nato lontano ed è stato allevato più lontano. Secondo il costume degli animali privi di ragione, ignorano completamente ciò che è giusto e sbagliato. Sono maliziosi e incomprensibili, non sono mai frenati da alcun rispetto per la religione o per la superstizione, ardono di un immenso desiderio d’oro, sono volubili e facili alla collera.

Versione tratta da: Ammiano Marcellino

Pag. 66 n. 158

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