Cassius
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Hunni omnium acerrimi bellatores dicendi sunt, quod procul missilibus …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 76

Versione numero: 42

Gli Unni premono sul limes

Gli Unni devono essere considerati i combattenti più spietati di tutti, poiché da lontano combattono con le armi da lancio, e corpo a corpo lottano con la spada senza riguardo per sé stessi. Sono talmente rozzi quanto ad alimentazione, da non aver bisogno né di fuoco né di cibi conditi, si nutrono invece delle radici delle piante campestri e della carne semicruda di un qualsiasi animale. Nessuno, tra loro, coltiva, né tocca mai un aratro. Tutti, infatti, vagano qua e là senza dimore fisse, senza nessuna legge e senza un modo di vivere stabile, sempre simili a fuggiaschi, con le carrozze nelle quali sono costretti a vivere. Nelle tregue di guerra, come tutti i barbari, sono estremamente falsi, volubili ad ogni brezza di nuova speranza, sacrificando tutti i sentimenti dell’animo ad un furore esasperatissimo. Secondo il costume degli animali privi di raziocinio, ignorano quale sia la differenza tra onesto e disonesto, né sono frenati dal rispetto di una qualche religione, ardono inoltre di un immenso desiderio d’oro, e devono essere considerati suscettibili e collerici al punto che, nel medesimo giorno, spesso senza ragione alcuna, si allontanano dai compagni e allo stesso modo li riconciliano a sé.

Versione tratta da: Ammiano Marcellino

Pag. 76 n. 42

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