Cassius
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Huic Titus filius successit, qui et ipse Vespasianus est dictus, vir omnium virtutum genere …

Monitor - Lezioni 1

Pagina numero: 358

Versione numero: 170

L’imperatore Tito

A costui (vale a dire: “all’imperatore Vespasiano”), fece seguito il figlio Tito, il quale venne chiamato anch’egli Vespasiano, un uomo straordinario per ogni genere di qualità. Tutti lo chiamavano “l’amore e la delizia del genere umano”. Egli era facondo, prode e temperante. Sostenne cause forensi in lingua Latina, compose poemi e tragedie in lingua Greca. Egli in persona, durante l’assedio di Gerusalemme, trapassò dodici difensori per mezzo di dodici colpi di frecce. Costui, a Roma, costruì l’anfiteatro e, nella dedica di questo (ossia: “in occasione dell’inaugurazione di esso”), uccise cinquemila bestie.

Versione tratta da: Eutropio

Pag. 358 n. 170

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