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ALIAS - pag. 432 n. 254 → Il ricco Epulone e il povero mendicante

ALIAS

Pagina numero: 432

Versione numero: 254

Il ricco Epulone e il povero mendicante

C’era un tale, ricco, che si ricopriva di porpora e di bisso, ed ogni giorno banchettava in maniera sontuosa. E c’era un certo mendicante, di nome Lazzaro, che giaceva presso la porta di quello, pieno di piaghe. Sebbene desiderasse sfamarsi delle molliche che cadevano dalla tavola del ricco, nessuno gliene dava: anzi, per giunta, arrivavano i cani e leccavano le sue piaghe. Accadde, però, che il mendicante morì e fu portato dagli angeli nel grembo di Abramo. Morì anche il ricco, e fu fatto sprofondare nell’inferno. Sollevando allora i propri occhi, mentre si trovava tra i tormenti, il ricco, da lontano, vide Abramo e, nel grembo di lui, Lazzaro. Quindi, gridando, disse: O Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro ad intingere la punta del suo dito nell’acqua per rinfrescare la mia lingua, poiché in questo inferno io vengo torturato!. Ed Abramo disse a quello: O figlio, ricorda che poiché, durante la tua vita, hai ricevuto beni, e Lazzaro, nella stessa misura, ha ricevuto sventure, ora invece costui viene confortato, invece tu vieni torturato.

Pag. 432 n. 254

→ Homo quidam erat dives, qui induebatur purpura et bysso et epulabatur cotidie …

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