Cassius
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Hiero ferus Syracusarum urbis tyrannus incolas ferreis legibus …

Tu Quoque

Pagina numero: 191

Versione numero: 6

Il vero volto della tirannia

Gerone, feroce tiranno della città di Siracusa, tormentava gli abitanti con le sue leggi di ferro. Ma il popolo aveva un grande timore ed obbediva sempre al tiranno: da nessun cittadino era detta la verità per la paura delle punizioni, ma uno applaudiva Gerone, un altro gridava: I Siracusani hanno un buon capo! Dai cittadini nobili erano offerti al tiranno grandi doni d’oro e d’argento e il nome di Gerone era magnificato; le matrone e le fanciulle portavano unguenti e rose e decoravano il mantello del tiranno. Un giorno Gerone percorreva le strade della città con grande boria. Una grande folla di cittadini lo salutava. Ma ecco che un fanciullino si fece avanti dalla folla, poiché desiderava vedere il tiranno. Ma non lo poteva vedere poiché, come un muro, la schiera delle guardie circondava Gerone per la sua difesa e il tiranno era nascosto. Allora il fanciullino esclamò in maniera candida: Perché ci sono così tanti uomini armati, se abbiamo un regno tanto prospero e un capo tanto buono?

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