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Versione | pag. 355 n. 5 → Gli Elvezi, sconfitti, sono costretti alla resa

Codex 1

Pagina numero: 355

Versione numero: 5

Gli Elvezi, sconfitti, sono costretti alla resa

Gli Elvezi avevano fatto passare le proprie truppe attraverso le gole delle valli e attraverso il territorio dei Sequani, ed erano arrivati nel territorio degli Edui. Gli Edui, tramite degli ambasciatori, chiesero aiuto a Cesare. Cesare ingaggiò molto velocemente la battaglia con gli Elvezi, e i barbari non sostennero particolarmente a lungo l’assalto dei nostri: in parte, essi si ritirarono sul monte più vicino, in parte, (si ritirarono) presso le salmerie e presso i loro carri. Durante l’intero scontro, dopo che si fu combattuto all’incirca per molte ore in maniera molto agguerrita, nessuno vide il nemico di spalle (ossia: “nessuno vide il nemico in fuga”); fino a notte inoltrata si combatté anche nelle vicinanze delle salmerie, dal momento che i nemici, a mo’ di barriera, avevano opposto moltissimi carri e, da un luogo più alto, scagliavano contro i nostri dardi molto pericolosi. Alla fine, però, i nostri furono più agguerriti dei nemici, ed occuparono le salmerie e l’accampamento. I nostri sprecarono un certo numero di giorni a causa delle ferite piuttosto gravi dei soldati e a causa della sepoltura dei morti, e non inseguirono i nemici. Ma, successivamente, Cesare raggiunse i nemici e gli Elvezi si arresero.

Versione tratta da: Cesare
Pag. 355 n. 5

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