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Esercizio | pag. 263 n. 10 →

Il Nuovo Latino a Colori 1

Pagina numero: 263

Esercizio numero: 10

1. Il cartaginese Annibale, figlio di Amilcare, arrivò in Apulia. In quel luogo giunsero i due consoli, C. Terenzio e L. Emilio. Respinse con un unico combattimento gli eserciti dell’uno e dell’altro, e uccise il console Paolo.
2. Cesare inviò Ser. Galba, insieme alla legione e a parte della cavalleria, contro i Nantuati, i Veragri e i Seduni, che si diffondono dal territorio degli Allobrogi, dal lago Lemanno e dal fiume Rodano, fino alle altissime Alpi.
3. Vennero condotti reclutamenti per la Galazia e la Cappadocia, e dalla Germania fu annessa una legione con cavalieri alari e a fanti delle coorti.
4. Il senato ed il popolo romano nominarono console Lucio Emilio Paolo, che aveva celebrato il trionfo sia come pretore che come console.
5. Nacque, reciproco tra soldati e marinai, un conflitto, e poco dopo anche un combattimento con ferite e con una carneficina, finché la flotta, per ordine del console, fu fatta avanzare lontano da terra.
6. Per primo, all’estremità, stava seduto il tribuno della plebe Casca, a cui la paura ed insieme il riserbo agitavano l’animo.
7. M. Valerio e Sp. Virginio furono nominati consoli. In patria e all’estero ci fu la pace; a causa delle eccessive piogge, si vacillò per la carestia.
8. Vespasiano sottomise popoli potenti e numerose città, e l’isola di Vecta, attigua alla Britannia, in parte sotto la direzione del legato consolare Aulo Plauzio, in parte dell’imperatore Claudio.
9. Sull’ala sinistra stavano due legioni, inviate da Cesare al principio della guerra per decreto del senato; una delle due era chiamata “prima”, l’altra “terza”.
10. Augusto era estremamente ghiotto di pane di seconda qualità, di minuti pesciolini e di formaggio vaccino (bubulum) ottenuto a mano, e dei fichi freschi che fruttificano due volte l’anno.
11. Frutto della vecchiaia è il ricordo, e la ricchezza, delle cose buone compiute.
12. Cesare inviò tutta la cavalleria in soccorso ai suoi dall’accampamento.
13. Cesare diresse l’esercito al fiume Tamigi, nel territorio di Casivellauno.
14. I nemici, al primo attacco, vennero subito respinti; a coloro che fuggivano si diede addosso alle spalle; la cavalleria inseguì i codardi fino all’accampamento.
15. Fu notevole, allora, la gloria dei consoli, in pace e in guerra, perché all’estero conseguirono la pace e in patria, anche se non concorde, tuttavia la cittadinanza fu meno esposta al pericolo di altre volte.

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