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Il Nuovo Latino a Colori 1 - pag. 211 n. 13 → Annibale in Italia

Il Nuovo Latino a Colori 1

Pagina numero: 211

Versione numero: 13

Annibale in Italia

Annibale, insieme al padre Amilcare, si diresse in Spagna e, dopo la morte del padre, fu comandante di cavalleria insieme al fratello Asdrubale, che era, in aggiunta, comandante supremo. Dopo la morte del fratello, i Cartaginesi conferirono ad Annibale il comando supremo. L’autorità di Annibale fu confermata ufficialmente a Cartagine. Così Annibale, nei tre anni seguenti, assoggettò con la guerra le popolazioni della Spagna; espugnò Sagunto, una città confederata, con la forza; allestì truppe numerosissime, una delle quali inviò in Africa, la seconda lasciò in Spagna, la terza portò con sé in Italia. A marce forzate attraverso i monti Pirenei guidò in Italia molti soldati cartaginesi. Arrivò alle Alpi, che separano l’Italia dalla Gallia e che nessuno prima di Annibale, salvo Ercole Graio, aveva mai valicato insieme a dei soldati. Trucidò gli Alpigiani, rese accessibili i luoghi impervi e rese sicuri i percorsi attraverso gli alti monti per mezzo di fortezze: in tal modo condusse al di là le truppe e gli elefanti, animali di eccezionale corporatura, e arrivò in Italia. A Casteggio, presso il Po, si scontrò con il console P. Cornelio Scipione (contro il quale aveva combattuto presso il Rodano), e lasciò il console ferito e intimidito. Dopo questa battaglia Scipione, agitato, insieme al collega Tiberio Longo aspettò i Cartaginesi presso il Trebbia, e combatté contro Annibale, ma fu sconfitto, e Annibale marciò in Etruria. Uccise presso il Trasimeno il console Gaio Flaminio, accerchiato in un’imboscata, e, non molto tempo dopo, il pretore C. Centenio insieme a soldati scelti. Da lì, arrivò in Apulia.

Versione tratta da: Cornelio Nepote

Pag. 211 n. 13

→ Hannibal cum patre Hamilcare in Hispaniam contendit et post patris mortem equitum dux fuit cum Hasdrubale fratre, qui autem imperator erat …

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Il Nuovo Latino a Colori 1