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LL - Seconda Edizione - pag. 329 n. 11 → Una beffa per i Cretesi

LL - Seconda Edizione

Pagina numero: 329

Versione numero: 11

Una beffa per i Cretesi

Annibale, una volta che Antioco era stato messo in fuga, avendo timore di essere consegnato ai Romani, si recò a Creta presso i Gortini. Vide però che sarebbe stato in grande pericolo a causa dell’avidità dei Cretesi: infatti trasportava con sé una grande somma di denaro, di cui sapeva che era trapelata la notizia. Perciò, da uomo scaltro, prende una decisione di questo genere: riempie molteplici anfore con del piombo, e ne ricopre le sommità con dell’oro e dell’argento; (quindi) depone queste, in presenza dei personaggi più importanti, nel tempio di Diana, simulando di affidare i suoi averi all’onestà di quelli. Dopo aver indotto costoro in errore, riempie con tutto il suo denaro delle statue di bronzo che trasportava con sé, e le lascia nel cortile di casa. I Gortini salvaguardarono il tempio con grande attenzione, non tanto da tutti gli altri, quanto da Annibale, affinché egli non riprendesse il denaro e lo portasse con sé, senza che loro lo sapessero. In tal modo il Cartaginese, dopo aver salvato i suoi averi e aver ingannato i Cretesi, arrivò nel Ponto, presso Prusia (Prusia era il re del Ponto).

Pag. 329 n. 11

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