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Mirum Iter 1 - pag. 406 n. 120 → Un architetto dà consigli su come costruire piazze e “case popolari”

Mirum Iter 1

Pagina numero: 406

Versione numero: 120

Un architetto dà consigli su come costruire piazze e “case popolari”

I Greci collocano le piazze su una pianta quadrata con porticati larghi e doppi, li abbelliscono con frequenti colonne e architravi di pietra o di marmo. Nelle città d’Italia, invece, le piazze vengono realizzate con un’altra teoria, infatti i nostri antenati hanno tramandato l’abitudine secondo la quale i combattimenti dei gladiatori vengono messi in scena nella piazza. Le grandezze delle piazze vengono calcolate in base alla quantità di uomini, così lo spazio non sarà piccolo né il foro apparirà vuoto per via della mancanza di gente. La forma della piazza sarà allungata, e la disposizione sarà idonea alla tipologia degli spettacoli. Per via della smisurata moltitudine dei cittadini Romani, è necessario realizzare incalcolabili abitazioni. E così, le altezze delle “insulae” (ossia: “dei caseggiati popolari, dei casermoni del popolo”) saranno innalzate per mezzo di pilastri di pietra, strutture di mattoni, pareti di malta, e saranno intavolate per mezzo di fitte travature. Dunque, con piani fatti da impalcature di legno, il popolo Romano avrà, senza ostacolo, buone abitazioni.

Pag. 406 n. 120

→ Graeci in quadrato amplis et duplicibus porticibus fora …

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