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Versione | pag. 470 n. 87 → I Galli entrano a Roma, ma le oche salvano il Campidoglio

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 470

Versione numero: 87

I Galli entrano a Roma, ma le oche salvano il Campidoglio

I Galli erano tanto aggressivi che, sotto la guida di Brenno, fecero irruzione nella pianura del Po, e misero ogni cosa a ferro e fuoco. Brenno, dal momento che voleva conquistare Roma, passò attraverso l’Etruria, e, durante la marcia, non soltanto saccheggiava i campi e le città, ma per giunta faceva strage di uomini e di animali. Alla fine, dopo che ebbe sconfitto e messo in fuga due eserciti dei Romani, si avvicinò a Roma e piazzò l’accampamento presso il Tevere. Dopo un difficile assedio, i Galli assalirono Roma con una tale violenza, che occuparono la maggior parte della città, esclusa la rocca del Campidoglio. Allora i Romani, spaventati dall’arrivo dei barbari, lasciarono la città insieme ai figli e alle mogli, e si rifugiarono sui monti vicini alla città. A Roma restarono soltanto i senatori, e furono di animo tanto risoluto che attesero l’arrivo dei nemici all’interno della Curia, dove, per la maggior parte, vennero trucidati. Un certa notte avvenne che, dopo che i Galli avevano ormai scalato le mura della rocca per occupare il Campidoglio, le oche sacre a Giunone starnazzarono con un frastuono tanto grande, che risvegliarono dal sonno Manlio, il guardiano della rocca, il quale immediatamente chiamò alle armi i commilitoni. Tutti quanti accorsero in suo aiuto, e combatterono con un valore tanto grande, che i Galli vennero messi in fuga e il Campidoglio venne salvato.

Versione tratta da: Livio
Pag. 470 n. 87

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