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LL - Seconda Edizione - pag. 263 n. 6 → Non si tratta di un incantesimo

LL - Seconda Edizione

Pagina numero: 263

Versione numero: 6

Non si tratta di un incantesimo

Tutti avevano accusato il liberto Furio Cresimo di attirare, per mezzo di incantesimi, i raccolti altrui, poiché egli, in un piccolo podere, aveva raccolto frutti molto più numerosi che il vicinato in vasti terreni. Quando era stato convocato dal magistrato per discolparsi, portò nel Foro ogni strumento agricolo e portò la propria servitù, forte, e ben curata e vestita, l’utensileria ben realizzata, le zappe pesanti, i vomeri pesanti, i buoi grassi. Poi disse: O Romani, sono queste cose i miei incantesimi; e non vi posso mostrare, o portare nel Foro, i miei lavori notturni, le mie veglie, i miei sudori. E così venne assolto con i pareri di tutti.

Versione tratta da: Plinio il Vecchio

Pag. 263 n. 6

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