Cassius
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Fuit olim homo pauperrimus, qui, senectute et morbis defatigatus, in humillima domo …

Il Nuovo Expedite 1

Pagina numero: 441

Versione numero: 137

Il vecchio e la morte.

Ci fu un tempo un uomo estremamente povero che, spossato dall’età e dalla malattia, trascorreva una vita molto infelice, da solo in una umilissima casa, senza moglie e figli, indossava pessimi vestiti, spesso soffriva la fame e non aveva nessuna speranza di una sorte migliore. Per tutto il giorno tagliava la legna nel bosco, per rendere più tollerabile l’acutissimo freddo dell’inverno, di sera portava il fascio di rami nella misera capanna. Un giorno, stanco per il cammino e per la pesantissima fatica, posò a terra il carico e sedette sui rami per riposare un po’. Ammirando le bellissime case dei ricchi e constatando il suo destino estremamente misero, si lamentò in questo modo: “Tutti gli altri uomini conducono una vita molto più felice, nessuna condizione è più misera della mia sorte. Venga dunque una morte assai prematura e mi sollevi dalle preoccupazioni. Nessuna morte, infatti, sarà più dolorosa della mia vita”. Dopo che invocò la morte, la morte accorse molto velocemente con la sua falce e disse all’anziano: “Che cosa desideri, oh amico? Ecco, sono qui per realizzare immediatamente tutti i tuoi desideri”. Allora l’anziano, spaventato dall’aspetto della morte, rispose in questo modo: “Offrimi aiuto, metti di nuovo sopra le mie spalle il fascio di rami …” Nessun bene è in realtà più caro agli uomini della vita.

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