Cassius
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Fortuna antiqua dea erat. Poetae Fortunam celebrabant, orabant …

La Lingua delle Radici 1

Pagina numero: 32

Versione numero: 21

La Fortuna

La Fortuna era un’antica dea. I poeti celebravano la Fortuna, la pregavano, e la temevano anche; evitavano la collera e l’ostilità della Fortuna. Alla Fortuna dunque gli agricoltori dedicavano molti altari, soprattutto a Roma; spesso sugli altari immolavano vittime alla dea; ma la Fortuna, così come la luna, è mutevole, cresce e si riduce sempre; procura raramente la ricchezza e non procura mai una vita felice. E’ del tutto cieca: non conosce la giustizia, non obbedisce alla carità, è spesso causa di inimicizie e tribolazioni, raramente (è) favorevole, spesso (è) avversa.

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