Cassius
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Flumen est Arar, quod per fines Haeduorum et Sequanorum in Rhodanum influit, incredibili …

Monitor - Lezioni 1

Pagina numero: 368

Versione numero: 174

La battaglia presso il fiume Arar.

L’Arar è un fiume che, attraverso il territorio degli Edui e dei Sequani si immette nel Rodano, con incredibile lentezza, così che, per mezzo degli occhi, non si possa giudicare in quale delle due direzioni esso scorra. Gli Elvezi, congiunte barchette e zattere, lo attraversavano. Quando, tramite gli esploratori, Cesare fu informato che ormai per tre parti gli Elvezi avevano attraversato il fiume, ma che una quarta parte era rimasta al di qua del fiume Arar, alla terza veglia, partito dall’accampamento insieme a tre legioni, egli giunse presso quella parte che non aveva ancora attraversato il fiume. Aggreditili mentre erano impacciati nei movimenti e non se l’aspettavano, uccise una grande parte di loro; i rimanenti si diedero alla fuga e si nascosero nelle selve vicine. Quel cantone veniva chiamato Tigurino; infatti, tutta la popolazione degli Elvezi è suddivisa in quattro parti o cantoni. Questo specifico cantone, essendo uscito dalla patria al tempo dei nostri antenati, aveva ucciso il console L. Cassio, ed aveva mandato sotto il giogo l’esercito di lui. E così, un po’ per caso, un po’ per decisione degli dèi immortali, quella parte della popolazione Elvetica che aveva inflitto una straordinaria umiliazione al popolo Romano, quella per prima pagò il fio. E in questa circostanza Cesare vendicò non solamente le offese allo Stato, ma anche le private, poiché i Tigurini, nella medesima battaglia nella quale avevano ucciso Cassio, (avevano ucciso) anche il legato Lucio Pisone, avo di suo suocero, Lucio Pisone.

Versione tratta da: Cesare

Pag. 368 n. 174

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