Cassius
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Flumen est Arar, quod per fines Haeduorum et Sequanorum in Rhodanum influit, incredibili lenitate …

Il Tantucci Plus 1

Pagina numero: 356

Versione numero: 31

Cesare sconfigge gli Elvezi.

L’Arar è un fiume che, attraverso il territorio degli Edui e dei Sequani, si immette nel Rodano, con incredibile lentezza. Gli Elvezi lo oltrepassavano con zattere e piccole imbarcazioni legate. Quando Cesare, per bocca degli esploratori, venne a sapere che ormai gli Elevezi avevano portato al di là di quel fiume tre parti su quattro delle truppe, e che però la quarta parte era stata lasciata al di qua del fiume Arar, egli, a cominciare dal terzo turno di guardia, fatte uscire dall’accampamento tre legioni, giunse presso quella parte che non aveva ancora oltrepassato il fiume. Dopo fu stato fatto un assalto contro di loro, impacciati e che non se lo aspettavano, ne uccise una grande parte; i rimanenti si diedero alla fuga e si nascosero nelle foreste più vicine. Quel clan si chiamava Tigurino; infatti tutta la popolazione Elvetica è suddivisa in clan. Proprio questo clan, secondo il ricordo dei nostri padri (ossia: “all’epoca dei nostri padri”), aveva ucciso il console L. Cassio e aveva mandato l’esercito di lui sotto al giogo. E così, un po’ per caso, un po’ per una decisione degli dèi immortali, quella parte della popolazione Elvetica che aveva inflitto al popolo Romano una grande umiliazione, scontò la pena per prima.

Versione tratta da: Cesare

Pag. 356 n. 31

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