Cassius
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Est in silva animal cervo simile figura: cuius a media fronte inter aures unum cornu exsistit excelsius magisque …

Il Tantucci Plus 1

Pagina numero: 440

Versione numero: 12

Gli unicorni e le alci della selva Ercinia

Nella selva c’è un animale somigliante al cervo quanto ad aspetto: dal centro della fronte di questo, in mezzo alle orecchie, spicca un unico corno, più alto e più dritto delle corna dei cervi. Dalla cima di quello si diffondono in ampiezza foglie e rami. Parimenti ce ne sono che vengono chiamati alci (ossia: “Parimenti ci sono animali che vengono chiamati alci”). La sagoma di queste, e la screziatura delle pelli, è simile a quella di un capro, ma prevalgono un po’ in fatto di grandezza, sono monche quanto a corna, ed hanno le zampe senza giunture e articolazioni. Non si adagiano per dormire, e, se si accasciano dopo essere state urtate per un caso, non riescono a rialzarsi e a rimettersi in piedi. Come tane sfruttano gli alberi; si appoggiano ad essi e, appoggiate in questa maniera, prendono sonno. Per questa ragione vengono catturate piuttosto facilmente dai cacciatori: costoro, quando dalle orme si accorgono di un luogo nel quale esse sono solite ritirarsi, in quel luogo o segano o recidono dalle radici tutti gli alberi, ma in maniera tale che essi appaiano stabili. Quando le alci, secondo l’abitudine, si sono appoggiate qui, con il loro peso fanno cadere gli alberi compromessi, ed insieme cadono esse stesse, e vengono catturate dai cacciatori.

Versione tratta da: Cesare

Pag. 440 n. 12

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