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Versione | pag. 349 n. senza numero → La maga Erittone

Verba Manent 1

Pagina numero: 349

Versione numero: senza numero

La maga Erittone

La maga Erittone, poiché era gradita agli dèi dell’Erebo, poteva cacciare le ombre dalle tombe ed abitava i sepolcri abbandonati. Se lo voleva, (Erittone → soggetto sottinteso) poteva parlare con le anime dei morti, poteva vedere le dimore dello Stige, e conoscere i segreti di Plutone. Il corpo della maga era brutto e macilento; il suo volto spaventoso, che non conosceva il cielo limpido, né il sole, era sfigurato dal pallore dello Stige e dalle chiome trasandate: quando delle nuvole scure nascondevano le stelle e nel cielo brillavano i fulmini, Erittone usciva dai sepolcri spogli e prendeva i fulmini notturni. Calpestava i semi di un fecondo raccolto e li carbonizzava; quando respirava, rendeva l’aria mortale. Non pregava gli dèi Superi e non invocava, con incanto supplice, l’aiuto della divinità: gettava con grande gioia fiamme funeree sugli altari, e sottraeva incensi dalle tombe. Anche gli dèi Superi temevano la lugubre maga e, poiché non volevano ascoltare i suoi canti malinconici e funesti, le perdonavano ogni nefandezza.

Versione tratta da: Lucano
Pag. 349 n. senza numero

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