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Versione | pag. 326 n. 2 → La crudeltà di Verre

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 326

Versione numero: 2

La crudeltà di Verre

C’era una fredda tempesta e una forte pioggia, quando Verre ordina ai littori di scaraventare a rompicollo Sopatro nel Foro e di deporlo (là) nudo. Tutti, vedendo Sopatro denudato e scortato dai littori, dicevano: “Verre ha ordinato questo, che uno sventurato e un innocente sia percosso con i bastoni”, ma sbagliavano. Verre, infatti, non era scellerato al punto che un alleato e un amico del popolo Romano fosse percosso senza un motivo. Al centro del Foro ci sono delle statue a cavallo, così come in quasi tutte le città della Sicilia; tra quelle Verre scelse una statua di C. Marcello, ed ordinò ai littori che Sopatro, nobile e inoltre titolare di un’altissima carica pubblica, fosse legato su di essa. Mentre quello si trovava legato nudo sul bronzo, nella pioggia e al freddo, il popolo e tutta quanta la folla, spinta dalla crudeltà della cosa e dalla compassione, con le grida impose al senato che quella statua di Mercurio fosse data a Verre.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 326 n. 2

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