Cassius
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Eo die a Marcello disgressus eram: ego in Beotiam ibam, ille in Italiam navigaturus erat …

Il Nuovo Expedite 2

Pagina numero: 23

Versione numero: 145

È morto l’amico Marcello.

Quel giorno mi ero separato da Marcello: io andavo in Beozia, quello era in procinto di imbracarsi per l’Italia. Il giorno successivo P. Postumio venne da me e mi annunciò che M. Marcello, collega e amico nostro, dopo l’ora di cena era stato colpito di pugnale da P. Magio Chilone e aveva ricevuto due ferite, l’una al ventre, l’altra alla testa. Il medico tuttavia sperava che sarebbe sopravvissuto. Quando fece giorno mi recai da Marcello. Non lontano dal Pireo mi venne incontro uno schiavo con una tavoletta dove era stato scritto che Marcello era morto poco prima dell’alba. Io ciononostante raggiunsi casa sua. Trovai due liberti e pochi servi. Fui costretto a riportarlo a Roma con la medesima stessa lettiga con la quale ero stato trasportato io stesso e lì mi curai che gli si facesse un funerale sufficientemente ricco.

Versione tratta da: Cicerone

Pag. 23 n. 145

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