Cassius
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Ea cum Ciceroni nuntiarentur ancipiti malo permotus quod neque urbem …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 235

Versione numero: 29

Provvedimento eccezionale del senato

Quando a Cicerone furono riferite queste cose, egli, preoccupato dal duplice pericolo, poiché né poteva difendere ulteriormente la città dalle insidie con la sua iniziativa privata, né aveva abbastanza chiaro quanto grande e di che avviso fosse l’esercito di Manlio, riferisce al Senato la cosa, già prima molto chiacchierata dalle dicerie del popolo. E così, cosa che per lo più avviene in una situazione molto grave, il senato decretò che i consoli si adoperassero affinché lo stato non subisse danno. Quello è il massimo potere che, in base al costume Romano, viene concesso dal senato a un magistrato: preparare un esercito, fare guerra, costringere all’obbedienza (coercere) con tutti i mezzi gli alleati e i cittadini, esercitare sia in pace che in guerra il supremo comando militare e giudiziario; diversamente, senza l’ordine del popolo, il console non ha il diritto di nessuna di queste cose.

Versione tratta da: Sallustio

Pag. 235 n. 29

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