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Versione | pag. 279 n. senza numero → L’ira di Fineo

Verba Manent 1

Pagina numero: 279

Versione numero: senza numero

L’ira di Fineo

Mentre il re Cefeo celebrava Perseo e gli prometteva in sposa la propria figlia Andromeda, accorse la folla, la quale non cantava i canti nuziali ma, infuriata, gridava contro Perseo. Il primo tra loro era Fineo, il fratello di Cefeo, il quale desiderava sposare Andromeda. Egli, adirato, scuoteva la lancia, e disse a Perseo: Sono qui perché tu mi hai portato via Andromeda; neppure Giove ti salverà! Cefeo esclamò: Che cosa fai? Sei un uomo pazzo. Fine non rispose nulla e scagliò la lancia contro Perseo. Perseo schivò il colpo, ma i compagni di Fineo ardevano dalla collera e scagliavano frecce. Poiché la folla era vasta, Perseo disse: Poiché voi mi costringete in questa maniera, chiederò aiuto a Medusa, e mostrò la testa della Medusa. Immediatamente, tutti vennero trasformati dalla forma umana in pietra. Fineo vedeva le molte statue e riconosceva i suoi, ma non poteva salvarli. Alla fine, mentre era sbalordito, anche Fineo venne trasformato in una figura di marmo, e Perseo, da vincitore, entrò nella reggia insieme ad Andromeda.

Versione tratta da: Ovidio
Pag. 279 n. senza numero

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