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Versione | pag. 273 n. 153 → Due uomini illustri: Orazio Coclite e Muzio Cordo

ALIAS

Pagina numero: 273

Versione numero: 153

Due uomini illustri: Orazio Coclite e Muzio Cordo

Mentre Porsenna, il re degli Etruschi, facendo un assalto, conquistava il Gianicolo, Orazio Coclite, chiamato così perché in un’altra battaglia aveva perduto un occhio, restò fermo davanti al Ponte Sublicio e, da solo, frenò l’esercito dei nemici, fino a che il ponte non venne tagliato alle sue spalle. Quindi cadde nel Tevere insieme al ponte stesso, e nuotando, senza paura ed armato (nel senso: “con addosso le armi”), arrivò fino ai suoi. Mentre, nel medesimo periodo, il re Porsenna assediava Roma, Muzio Cordo, un uomo straordinario quanto a tenacia, pieno di valore e privo di difetti, si recò al cospetto del Senato chiedendo di entrare nell’accampamento dei nemici, promettendo l’assassinio del re. E così giunse nell’accampamento di Porsenna, e, al posto del re, uccise un funzionario. Dopo che era stato catturato e che era stato condotto presso il re, appoggiò la mano destra sull’altare, e disse: Ho sbagliato: infatti io desideravo uccidere te. Ora la mia mano sconterà la pena. Dopo che il re aveva scansato, per misericordia, la mano del (suo) nemico, lo stesso Muzio dichiarò: Altri trecento cospirano in maniera simile contro di te. Allora il re, spaventato da quella cosa, mise fine alla guerra.

Versione tratta da: Livio
Pag. 273 n. 153

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