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LL - Seconda Edizione - pag. 283 n. 11 → La guerra contro i pirati

LL - Seconda Edizione

Pagina numero: 283

Versione numero: 11

La guerra contro i pirati

Mentre il popolo romano era occupato attraverso varie regioni, i Cilici invasero i mari. Quei predoni, portando (con sé) l’insolenza dall’inquieta Asia, ed anzi, trasformando in un proprio vantaggio il disordine di una guerra straniera, saccheggiavano impunemente. Contro di loro venne inviato Publio Servilio, che, con una flotta imponente, scompigliò i veloci ladruncoli, e li vinse con una vittoria sanguinaria. Peraltro, non pago, distrusse Faseli e Olimpo, città di quelli (ossia: “dei pirati, dei Cilici”) forti e, grazie alle continue rapine, ricche. Ciononostante i pirati, come gli animali che hanno duplice natura, acquatica e terrestre, si rituffarono nelle proprie acque, e, con un’improvvisa incursione, iniziarono a spaventare le coste della Sicilia e della Campania. Ma Pompeo, desiderando annientare una volta e per sempre (ossia: “una volta per tutte, in maniera definitiva”) il morbo dei pirati, diffuso per tutto il mare, fece un assalto contro di loro con un immane equipaggiamento, e con la sua flotta bloccò ambedue le coste, del Ponto e dell’Oceano. In questo modo, attraverso tutti i porti, le baie, i covi, i rifugi, i promontori, gli stretti, le penisole i pirati furono debellati.

Versione tratta da: Floro

Pag. 283 n. 11

→ Dum populus Romanus per diversas terras distringitur, Cilices invaserunt maria …

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