Cassius
Community

Versione | pag. 331 n. 186 → Le leggi contro i ladri

ALIAS

Pagina numero: 331

Versione numero: 186

Le leggi contro i ladri

L’Ateniese Dracone, uomo probo, fu considerato di grande assennatezza (complemento di qualità: “fu considerato un uomo dalla grande assennatezza, dotato di grande assennatezza”), e fu esperto nel diritto divino ed umano. Questo Dracone, per primo tra tutti, diede agli Ateniesi delle leggi di cui essi si valessero. In quelle leggi egli ritenne e decretò che il ladro, di qualsiasi tipo fosse il furto, venisse punito con la pena capitale. Dunque le sue leggi, dato che erano severe, non in base a un decreto o a un’ordinanza, ma per un tacito e non scritto accordo degli Ateniesi, caddero in disuso. Successivamente (gli Ateniesi, soggetto sottinteso) si valsero di altre leggi redatte da Solone. Costui, con la propria legge giudicò che i ladri venissero puniti non con la morte, ma con il doppio del valore dell’oggetto rubato. Invece i nostri decemviri, nelle dodici tavole, ritennero che il ladro, che fosse stato colto in flagrante, venisse ucciso se, o mentre commetteva il furto era notte, o se, durante il giorno, si era opposto con un’arma mentre veniva catturato. Ma per tutti gli altri ladri, pure colti in flagrante, ordinarono che gli uomini liberi venissero fustigati, e che invece gli schiavi, colti in flagranza di furto, fossero fustigati e fossero gettati giù dalla rupe Tarpea.

Versione tratta da: Gellio
Pag. 331 n. 186

→ Tutti gli esercizi di frasi e le versioni di ALIAS