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LL - Seconda Edizione - pag. 263 n. 7 → Ciò che può il cane non può l’asino

LL - Seconda Edizione

Pagina numero: 263

Versione numero: 7

Ciò che può il cane non può l’asino

Il padrone di un asino possedeva anche un cucciolo di cane. Quello veniva spesso elogiato dal padrone, e veniva accarezzato, e a lui venivano dati sempre ottimi pezzi di cibo. L’asino vedeva questa cosa con invidia, e pensava tra sé e sé: Perché il cane è così amato dal mio padrone? Perché io vengo trattato male? Quello è inutile; io ho sempre procurato grandi vantaggi al padrone. Ma l’astuto cucciolo di cane è un adulatore; da me il padrone non ha mai ricevuto moine. Anche io verrò amato se farò come quello è solito fare. Per caso, in questo momento, il padrone entra nella stalla. L’asino accorre immediatamente, appoggia sulle spalle del padrone le zampe con gli zoccoli rudi, e con la sua grande lingua comincia a leccare la faccia del padrone. Il padrone, spaventato e furioso, chiama gli schiavi e l’asino sciocco viene tristemente percosso da loro con i bastoni.

Pag. 263 n. 7

→ Dominus asini habebat etiam catulum. Is a domino saepe laudabatur et …

→ Tutti gli esercizi di frasi e le versioni di latino tradotte dal libro:
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