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Grammatica Picta 1 - pag. 249 n. 29 → Le virtù di Tito Aristone

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 249

Versione numero: 29

Le virtù di Tito Aristone

Già da lungo tempo resto fermo a Roma, e davvero sbigottito. Mi preoccupa la lunga e persistente cattiva salute di Tito Aristone, io lo ammiro e lo apprezzo particolarmente. Non un solo uomo, ma la letteratura stessa e tutte le belle arti, corrono, in un solo uomo, un enorme pericolo. Quanto è esperto quel grande sia diritto privato che di diritto pubblico! Quanto è erudito! Per me, quando domando una cosa incerta, egli è certamente un tesoro. I discorsi di lui sono pieni di credibilità, di autorevolezza, di lui anche l’esitazione è bella. Infatti, anche se sa ogni cosa immediatamente, tuttavia per lo più tentenna, esita, valuta con giudizio penetrante diverse considerazioni. A questo si aggiunge uno stile di vita e un abbigliamento sobrio. La grandezza d’animo abbellisce queste cose. In breve, a stento paragonerai a quest’uomo uno solo tra codesti che antepongono l’aspetto del corpo allo studio della saggezza. E peraltro egli non allieta il proprio tempo libero e quello degli altri con lunghe discussioni, ma dà il proprio contributo allo Stato, ed aiuta molti (uomini) con l’attività di avvocato e con il (suo) senno.

Versione tratta da: Plinio il Giovane

Pag. 249 n. 29

→ Diu iam in urbe haereo et quidem attonitus. Perturbat me longa et pertinax …

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Grammatica Picta 1