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Grammatica Picta 1

Pagina numero: 248

Esercizio numero: 27

1. Ai soli dèi immortali è toccata in sorte sia la virtù, sia la vita felice, a noi (è toccata) l’ombra di quei beni: ci avviciniamo a quelle cose, non vi giungiamo.
2. Cesare, anche se in questi luoghi, poiché tutta la Gallia affaccia a settentrione, gli inverni sono precoci, tuttavia si dirige in Britannia.
3. Alla legge e all’editto del console si aggiunse una delibera del senato.
4. I fulmini non tollerano la sosta, ma passano subito dopo aver brillato: la loro visione è breve e momentanea, venendo meno non senza danno.
5. Insieme a tutti gli altri c’era l’Eduo Dumnorige; Cesare in persona aveva deciso di avere in primo luogo costui con sé, perché l’aveva scoperto desideroso di una rivoluzione, desideroso di potere, dal grande coraggio, e dal grande prestigio tra i Galli.
6. Tra i Carnuti c’era Tasgezio, i cui antenati avevano detenuto il potere nella sua popolazione: a costui Cesare aveva restituito l’egemonia in virtù del suo valore e della sua devozione nei propri confronti.
7. Ferecide, il celebre maestro di Pitagora, un giorno, osservando l’acqua di un pozzo, previde dei terremoti.
8. O Catilina, dunque in quella notte tu sei stato da Leca (ossia: “sei stato nella casa di Leca”), hai assegnato le zone dell’Italia, hai definito le zone di Roma ai fini degli incendi!
9. Quel famoso giuramento, presso i Romani, fu mantenuto e conservato in maniera sacra e inviolabile.
10. Ebbene tutti i Britanni si dipingono con il guado, che produce un colore azzurro, e per questo essi, durante la battaglia, sono spaventosi.

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