Cassius
Community

Versione | pag. 173 n. 28 → Annibale in fuga

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 173

Versione numero: 28

Annibale in fuga

Alla fine il Senato, travolto dalla paura, invia in Africa l’ambasciatore Gn. Servilio al fine di spiare le azioni di Annibale, e, tramite ordini segreti, gli comanda di ucciderlo per mano dei suoi rivali. Ma la faccenda non rimase sconosciuta a lungo ad Annibale, uomo preparato a presagire e ad evitare i pericoli, e che pensava alle circostanze avverse in quelle favorevoli, non meno che alle circostanze favorevoli in quelle avverse. Dunque, dopo essere stato tutta la giornata sotto gli occhi dei capi e dell’ambasciatore Romano nella piazza dei Cartaginesi, quando si avvicinava la sera, egli (→ Annibale) montò a cavallo e, dopo che ebbe ordinato ai servi, ignari, di aspettare il suo ritorno (lett.: “di aspettare lui che ritornava”) presso la porta, si affrettò verso la tenuta di campagna che aveva vicino alla riva del mare. In tal modo, Annibale tenne tutti all’oscuro della propria fuga. In quel luogo, infatti, egli teneva delle navi con rematori, nascoste in una segreta baia del litorale; in quel podere era stata anche preparata una grande somma di denaro. Quindi, una volta scelti degli schiavi giovani (lett.: “una volta scelta la gioventù degli schiavi”), dei quali aumentava il numero la massa dei prigionieri Italici, egli (→ Annibale) si imbarcò e si diresse presso Antioco. Il giorno seguente, la cittadinanza attendeva nella piazza il proprio capo. E, non appena fu annunciato che quello era partito, tutti si agitarono, e presentirono (che sarebbe stata) funesta, per loro, la fuga di lui. Ma l’ambasciatore Romano, come se ormai da Annibale fosse stata mossa guerra contro l’Italia, ritornò (presente storico) tacito a Roma e riferì (presente storico) l’allarmante notizia.

Versione tratta da: Giustino
Pag. 173 n. 28

→ Tutti gli esercizi di frasi e le versioni di Il Tantucci Plus 2