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Dedalus, faber clarus et studiosus, cum filio Icaro in Cretae …

La Lingua delle Radici 1

Pagina numero: 91

Versione numero: 27

Dedalo e Icaro

Dedalo artigiano illustre e diligente si trovava, insieme al figlio Icaro, nel Labirinto di Creta. Il mare chiudeva il luogo da tutti i lati. Poiché l’esilio era doloroso, all’improvviso esclamò: “Il tiranno di Creta non possiede il cielo!”. Così, con l’aiuto dell’intelligenza, prese un’astuta decisione: raccolse delle piume, le legò insieme con lino e cera, e le adattò alle braccia sue e di Icaro. Dedalo avvertì Icaro: ” Vola a metà del cielo, oh figlio mio, poiché le onde del mare appesantiscono le ali e, al contrario, i raggi del sole le bruciano”. Poi Dedalo dette baci al figlio, e salì nel cielo insieme ad Icaro. Ma il fanciullo, per la gioia eccessiva, abbandonò la via intermedia, e volò verso il cielo alto. E così i raggi del sole sciolsero la cera delle ali e Icaro precipitò nelle onde del mare.

Versione tratta da: Ovidio

Pag. 91 n. 27

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