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Versione | pag. 285 n. 3 → Honestum et decus

Plane Discere 2

Pagina numero: 285

Versione numero: 3

Honestum et decus

La natura del decoro è tale che esso non può essere scisso dall’onestà; infatti, da una parte, ciò che è decoroso è (anche) onesto, dall’altra, ciò che è onesto è (anche) decoroso. Peraltro, di qual genere sia la differenza dell’onestà e del decoro (ossia: “tra l’onestà e il decoro”), può essere più facilmente capito che spiegato. Infatti, qualunque cosa esista che sia decorosa, essa sussiste allorché prima è venuta l’onesta. Di conseguenza, ciò che sia decoroso sussiste non solamente nell’ambito di questa forma dell’onestà di cui si deve parlare in questo passo, ma anche nell’ambito delle tre forme già trattate. Infatti, è decoroso sia valersi saggiamente della ragione e della parola, sia compiere in maniera assennata ciò che tu debba compiere, sia vedere e rispettare ciò che ci sia di vero in ogni questione, viceversa ingannarsi, sbagliare, cadere in errore, illudersi è tanto indecoroso quanto delirare e perdere il senno; perciò, tutte le cose decorose sono giuste, mentre le cose ingiuste sono tanto ignobili quanto indecorose. La natura della temperanza è simile: ciò che infatti si compie in maniera virile e con grande coraggio, sembra decoroso e degno di un uomo, ciò che invece si compie contrariamente, appare come turpe e indecoroso.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 285 n. 3

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