Cassius
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Datames, vir consilii plenus, Persarum regis adversarius, olim …

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 43

Versione numero: 13

Morte di Datame

Datame, un uomo pieno di saggezza, avversario del re dei Persiani, una volta fu ingannato da un tranello di Mitridate. Costui, che aveva promesso al re che lo avrebbe assassinato, strinse un’alleanza con Datame, affinché in lui non ci fosse alcun sospetto di tradimento. Alla fine gli inviò un ambasciatore, affinché venisse in un certo luogo a parlare con lui della guerra contro il re. Mitridate si reca in questo luogo alcuni giorni prima, e in molti posti, separatamente, sotterra delle spade, e segnala accuratamente quei punti. Poi, proprio nel giorno del colloquio, dopo che hanno parlato abbastanza a lungo, e sono andati via in direzioni opposte, e Datame è ormai lontano, Mitridate, per non destare alcun sospetto, ritorna nel medesimo luogo e si siede lì, dove era stata sotterrata una spada, come se desiderasse riposare per una certa stanchezza. Quindi richiamò Datame, fingendo di essersi dimenticato qualcosa durante il colloquio. Intanto tirò fuori la spada, che era nascosta, e privatala del fodero la nascose con l’abito. A Datame che arrivava, dice di aver visto un certo posto idoneo all’accampamento. Mentre lo indicava con il dito, e quello si volgeva a guardare, lo trafisse alle spalle con la spada e, prima che qualcuno potesse venire in aiuto, lo uccise.

Versione tratta da: Cornelio Nepote