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Versione | pag. 257 n. 42 → Strani doni dal significato ambiguo

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 257

Versione numero: 42

Strani doni dal significato ambiguo

Dario, re dei Persiani, che voleva accrescere il proprio impero, mosse guerra agli Sciti e condusse le proprie truppe al di là del fiume Istro. Allora Atea, re degli Sciti, nascose i suoi fanti e i suoi cavalieri in una grande foresta e mandò i suoi ministri incontro a Dario, i quali dettero al re dei nemici, un topo, una rana ed un uccello, come doni del loro signore. Tutti i Persiani restarono meravigliati: allora Dario mandò a chiamare due indovini e li interrogò circa il significato dei doni stupefacenti. Uno disse: “Con questi doni il re degli Sciti ti manifesta la sua volontà di arrendersi (lett.: “la sua volontà di resa”), poiché ti ha donato i simboli di tutti i beni del suo regno: il topo, infatti, rappresenta la terra, la rana (rappresenta) l’acqua, l’uccello l’aria”. L’altro invece disse: “I doni del re indicano l’ostilità degli Sciti. Infatti Atea con questi simboli ti vuole dire: “Se tu e i tuoi soldati non volerete via come uccelli dal nostro territorio, se non vi nasconderete come topi sotto terra, se non nuoterete come rane tra le onde dell’Istro, e tornerete nella vostra patria, non potrete evitare i dardi e le frecce degli Sciti e morirete tutti”. Dario tuttavia portò avanti la guerra e sconfisse gli Sciti.

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