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Grammatica Picta 1 - pag. 376 n. 23 → Il discorso di Dario ad Arbèla

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 376

Versione numero: 23

Il discorso di Dario ad Arbèla

Dario era arrivato ad Arbela all’incirca nel mezzo della notte, e in quel medesimo luogo la sorte aveva spinto la fuga di una grande parte dei suoi amici e dei soldati. Ad essi, dopo che furono stati convocati, Dario spiegò che Alessandro avrebbe senza dubbio assalito le città più popolose e i campi abbondanti di ogni genere di cose. Alessandro in persona e i suoi soldati – disse – mirano a un bottino di guerra ricco e apparecchiato. Ciò favorirà le nostre circostanze. Infatti le zone più lontane del nostro regno sono ancora intatte, da lì, abbiamo intenzione di ristorare senza fatica le forze in vista della guerra. Si impadronisca pure, quel popolo insaziabile, di Gaza e, per la lunga fame, si sazi d’oro: con l’esperienza ho imparato che la suppellettile preziosa non rappresenta nient’altro che pesi e bagagli: Alessandro, trasportando quelle cose con sé, sarà più debole. Il suo discorso, in verità, sembrava a tutti pieno di disperazione, e costoro si rendevano conto che Babilonia, la ricchissima città, si arrendeva. Il vincitore Alessandro stava ormai per occupare Susa, ormai (stava per occupare) tutte le altre glorie del regno.

Versione tratta da: Curzio Rufo

Pag. 376 n. 23

→ Dareus media fere nocte Arbela pervenerat eodemque magnae partis …

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