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Versione | pag. 336 n. 12 → Ciro contro gli Sciti (1)

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 336

Versione numero: 12

Ciro contro gli Sciti (1)

Ciro, una volta che l’Asia era stata assoggettata e che tutto quanto l’Oriente era stato ridotto sotto il (suo) potere, dichiarò guerra agli Sciti. A quell’epoca la regina degli Sciti era Tamiri, la quale, non spaventata dall’arrivo dei nemici secondo il costume femminile, pur potendo impedire loro l’attraversamento del fiume Arasse, permise loro di passare, sia perché riteneva per sé la battaglia più comoda all’interno dei confini del proprio regno, sia perché riteneva per i nemici la fuga più difficile per l’ostacolo del fiume. E così Ciro, portate le truppe dall’altra parte, dopo essere avanzato un po’ nella Scizia, pose l’accampamento. Poi, il giorno successivo, dopo aver simulato la paura, fingendo di essere fuggito lasciando l’accampamento abbandonato, lasciò vino in abbondanza e quelle cose che erano necessarie per un banchetto. Dopo che i ricognitori ebbero informato la regina di questa cosa, Tamiri mandò il figlio giovinetto con un terzo delle truppe a catturare Ciro. Dopo che si fu giunti all’accampamento di Ciro, il giovane inesperto d’arte militare, trascurati i nemici, concesse ai soldati il vino, come se si fosse recato ad un banchetto anziché ad una battaglia: e così gli Sciti vengono sconfitti dall’ubriachezza prima ancora che dalla guerra. Ciro infatti, sapute queste cose, tornò all’accampamento durante la notte, aggredì (presente storico) gli ubriachi ed uccise tutti gli Sciti insieme al figlio della regina.

Versione tratta da: Giustino
Pag. 336 n. 12

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