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Versione | pag. 436 n. 134 → Battaglia presso il fiume Badraga

Mirum Iter 1

Pagina numero: 436

Versione numero: 134

Battaglia presso il fiume Badraga

Curione, quando comprende che né i suoi incitamenti né le sue preghiere vengono ascoltati, poiché ritiene che ci sia un’unica speranza di salvezza rimanente, ordina che tutti occupino i colli più vicini, e che muovano all’attacco in quella direzione. La cavalleria che è stata mandata da Saburra occupa in anticipo anche questi. A quel punto i nostri giungono al colmo della disperazione, e in parte vengono uccisi dalla cavalleria durante la fuga, in parte stramazzano al suolo pur essendo illesi. Il comandante della cavalleria Cn. Domizio esorta Curione a cercare la salvezza con la fuga e a dirigersi all’accampamento, e gli promette che egli non si allontanerà da lui. Ma Curione ribadisce che egli non tornerà mai al cospetto di Cesare senza l’esercito, e viene ucciso durante il combattimento. Dalla battaglia si ritirano pochissimi cavalieri. I fanti vengono uccisi tutti, dal primo all’ultimo. Quando il questore Marzio Rufo viene a sapere questi fatti, esorta i suoi a non perdersi d’animo. Quelli pregano e supplicano di essere riportati in Sicilia con le navi. Egli lo promette, ed ordina agli ammiragli delle navi che, al principio della sera, tengano tutte le imbarcazioni attraccate alla costa.

Versione tratta da: Cesare
Pag. 436 n. 134

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