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Versione | pag. 336 n. 8 → Patrizi e plebei: il diritto alle cariche sacerdotali

LL - Seconda Edizione

Pagina numero: 336

Versione numero: 8

Patrizi e plebei: il diritto alle cariche sacerdotali

Quando i tribuni della plebe avanzarono una proposta di legge, affinché pontefici e auguri venissero scelti anche a partire dalla plebe, i patrizi sopportarono di malanimo quella cosa. Lottarono, l’uno dei due a favore della legge e l’altro contro, Appio Claudio e Decio Mure, che disse: Quale degli dei o degli uomini può considerare una cosa indegna che quegli uomini che voi onoraste con i seggi curuli, con la toga pretesta, e con la corona trionfale, aggiungano le insegne pontificali e augurali? Non vergognarti, o Appio, di avere come collega in una carica sacerdotale, quell’uomo che puoi avere come collega nella censura oppure nel consolato. Quei famosi antichi patrizi accettarono nella loro schiera uno straniero Sabino, che diede origine alla vostra stirpe nobiliare: non infastidirti che noi veniamo accettati nella schiera dei sacerdoti. Io sono sostenitore di quella legge.

Versione tratta da: Livio
Pag. 336 n. 8

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