Cassius
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Cum Romani iam diu ancipiti proelio contra Samnites pugnarent, Papirius dictator Romam revertit ut rursus auspicia peteret …

Il Nuovo Expedite 2

Pagina numero: 23

Versione numero: 144

Un a vittoria sui Sanniti.

Mentre i Romani combattevano ormai da tempo in una guerra incerta con i Sanniti, il dittatore Papirio tornò a Roma per consultare di nuovo gli auspici e raccomandò a Q. Fabio Rulliano, comandante della cavalleria di mantenere la posizione e di non combattere con il nemico fino a quando egli fosse stato assente. Dopo la partenza del dittatore gli esploratori informarono Q. Fabio che l’accampamento dei nemici era senza sentinelle, come se nessun soldato Romano fosse nel Sannio. Allora Fabio, giudicando che dalla sorte gli era stata data un’occasione favorevole, al fine di fare un assalto contro i nemici e con una sola vittoria ottenere una grande lode militare, spostò l’esercito ad Imbrinio (così si chiama il luogo), si scontrò con i Sanniti e li sconfisse. Infatti i cavalieri dei Romani, dopo aver tentato invano di aprirsi un varco nella schiera dei nemici, su consiglio di L. Cominio, generale dei soldati, tolsero la briglia ai cavalli e li incitarono a tal punto con gli speroni, che non potevano essere trattenuti da nessuna forza. I cavalli sfrenati, introdotti tra i nemici, fecero strage in lungo e in largo.

Versione tratta da: Livio

Pag. 23 n. 144

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