Cassius
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Cum rex Artaxerxes Epaminondae Thebani abstinentiam temptare volebat …

Monitor - Lezioni 1

Pagina numero: 375

Versione numero: 177

Onestà di Epaminonda

Poiché il re Artaserse voleva mettere alla prova l’integrità del Tebano Epaminonda, inviò a Tebe Diomedonte, con un grosso carico d’oro, e tentò di corromperlo con il denaro. Ma Epaminonda, che aveva appreso la ragione della venuta di costui, gli disse: O Diomedonte, non mi considerare tuo simile (ossia: “non mi credere simile a te”); perciò porta via codesto denaro che hai portato con te; infatti, se il re vuole quelle cose che sono vantaggiose per i Tebani, sono pronto a farle senza un compenso; se, invece, vuole le cose contrarie, il re non ne ha a sufficienza d’oro e d’argento. Infatti, io non voglio accettare la ricchezza di tutto il mondo in cambio del bene della patria. A quel punto Diomedonte voleva portare via con sé quelle cose che aveva portato. Disse Epaminonda: Questo lo farò con piacere: non voglio rubarti il denaro che non ho voluto accettare quando è stato offerto da te.

Versione tratta da: Cornelio Nepote

Pag. 375 n. 177

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