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Versione | pag. 323 n. 30 → Androclo e il leone

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 323

Versione numero: 30

Androclo e il leone

Quando il mio padrone ottenne la provincia dell’Africa con un mandato di governo proconsolare, io, lì, fui costretto alla fuga dalle sue frustate, ingiuste e quotidiane, e, affinché io avessi nascondigli sicuri dal padrone, mi ritirai nelle campagne e nei deserti di sabbie. A quel punto, per via del sole a picco, avendo trovato una caverna appartata e nascosta, mi introdussi in essa e mi nascosi. Non molto tempo dopo, alla caverna giunse un leone, con una zampa inferma e sanguinante, emettendo gemiti e lamenti. Dopo che il leone ebbe visto me che mi nascondevo nella sua dimora, si avvicinò docile e mansueto, e mi mostrò la zampa. In quel luogo, io, estratto un grosso virgulto, asciugai il sangue. Il leone allora, appoggiata la zampa nelle mie mani, si sdraiò e riposò, e a partire da quel giorno, io ed il leone vivemmo insieme nella caverna per tre anni.

Versione tratta da: Aulo Gellio
Pag. 323 n. 30

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