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Versione | pag. 219 n. 2 → Un’accoglienza trionfale

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 219

Versione numero: 2

Un’accoglienza trionfale

Dopo che l’intera cittadinanza gli fu scesa incontro nel Pireo, l’attesa di tutti di vedere Alcibiade fu tanto grande che la massa si riversò alla trireme di lui allo stesso modo che se fosse arrivato da solo. Il popolo infatti era stato indotto a pensare che sia le precedenti avversità, sia le circostanze favorevoli presenti si erano verificate per opera di lui. E così attribuivano ad una propria colpa sia la perdita della Sicilia, sia le vittorie degli Spartani, perché essi avevano cacciato via dalla città un simile uomo. E sembravano credere ciò non senza una ragione. Infatti, dopo che egli (→ Alcibiade) aveva iniziato a stare a capo dell’esercito, i nemici non erano riusciti ad essere pari (ossia: “all’altezza”) né sulla terraferma, né in mare. Quando costui scese dalla nave, anche se Teramene e Trasibulo erano stati al comando delle medesime imprese, e anche se essi erano giunti nel Pireo nello stesso tempo, tuttavia tutti seguivano lui solo (→ Alcibiade), e – cosa che mai prima era entrata nella tradizione, se non per i vincitori a Olimpia – egli veniva omaggiato dal popolo con corone di alloro. Egli, mentre piangeva, accoglieva tale affetto dei suoi concittadini, ricordando l’asprezza del periodo passato.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 219 n. 2

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