Cassius
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Cum Libero patri placuit ut hominibus suorum fructuum suavitatem ostenderet, ad Icarium et Erigonam in hospitium …

Il Tantucci Plus 1

Pagina numero: 380

Versione numero: 43

La drammatica storia di Icario ed Erigone

Quando al padre Libero piacque di mostrare agli esseri umani la dolcezza dei suoi frutti, si recò presso Icario ed Erigone, per una generosa ospitalità. Ad essi dette in dono un otre pieno di vino, ed ordinò che lo diffondessero nelle rimanenti regioni. Icario, dopo che ebbe caricato un carro, si recò, insieme alla figlia Erigone e al cane Mera, nella regione dell’Attica, presso dei pastori, e mostrò il tipo di dolcezza. Numerosi pastori, poiché avevano bevuto in maniera sfrenata, a causa dell’ubriachezza si accasciarono come morti: i rimanenti, pensando che Icario avesse dato loro un infuso nocivo, lo uccisero a bastonate. Quindi il cane Mera, ululando, mostrò ad Erigone Icario ucciso, dove egli giaceva insepolto, e quella si uccise per impiccagione all’albero sopra il cadavere del genitore. Il padre Libero, adirato a causa di questo episodio, colpì le figlie degli Ateniesi con una punizione similare. In merito a quella cosa essi chiesero un responso ad Apollo e ad essi venne risposto che non avevano tenuto in considerazione la morte di Icario ed Erigone. Per via di quel responso, gli Ateniesi eseguirono la condanna a morte dei pastori, ed istituirono un giorno di festa, per brindare in primo luogo ad Icario ed Erigone per la vendemmia.

Versione tratta da: Igino

Pag. 380 n. 43

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