Cassius
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Cum in Italiam proficisceretur Caesar Servium Galbam cum legione XII et parte equitatus in Nantuates, Veragros Sedunosque misit …

Il Nuovo Expedite 2

Pagina numero: 146

Versione numero: 188

Un attacco improvviso mette in difficoltà Galba.

Poiché Cesare partiva per l’Italia, inviò Servio Galba con la dodicesima legione e una parte della cavalleria contro i Nantuati, i Veragri e i Seduni, che si estendono dal territorio degli Allobrogi, dal lago Lemanno e dal fiume Rodano fino alle vette delle Alpi. Mandò le legioni contro di loro perché voleva che venisse aperta la via attraverso le Alpi, per la quale i mercanti si erano abituati a passare con grande pericolo. Galba, dopo aver compiuto alcuni combattimenti favorevoli e aver espugnato numerosissimi fortini, e dopo che da ogni parte gli furono mandati ambasciatori, e furono consegnati gli ostaggi e fu stipulata la pace, stabilì di collocare due coorti nel territorio dei Nantuati e di svernare di persona insieme alle rimanenti coorti di quella legione nel villaggio dei Veragri che si chiama Ottoduro. Fortificò quel luogo con una palizzata e un fossato. Dopo che furono passati molti giorni ed ebbe ordinato che fosse portato in quel luogo del grano, Galba fu informato dagli esploratori che tutti i Galli durante la notte erano andati via e che i monti che (li) sovrastavano erano occupati da una enorme massa di Seduni e Veragri. Avvenne infatti che all’improvviso i Galli prendessero la decisione di riprendere la guerra e schiacciare le legioni Romane. Dopo aver ricevuto queste notizie, Galba fu preso da un grande timore, poiché le fortificazioni non erano ancora state portate a termine e non si era sufficientemente provveduto al grano e al restante vettovagliamento; tuttavia, confidando nel valore dei soldati Romani, decise di difendere l’accampamento.

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