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Lingua e Cultura Latina 2 - pag. 278 n. 155 → Un attacco improvviso mette in difficoltà Galba

Lingua e Cultura Latina 2

Pagina numero: 278

Versione numero: 155

Un attacco improvviso mette in difficoltà Galba

Mentre partiva per l’Italia, Cesare mandò Servio Galba, insieme alla dodicesima legione e a una parte della cavalleria, contro i Nantuati, i Veragri e i Seduni, che si estendono dal territorio degli Allobrogi, dal Lago Lemanno e dal fiume Rodano, fino alle vette delle Alpi. Mandò contro di loro le legioni perché voleva che venisse aperto un passaggio attraverso le Alpi, per dove i mercanti erano abituati a passare con grande pericolo. Galba, compiuti alcuni scontri favorevoli, dopo che numerosissimi villaggi erano stati espugnati, e che da tutte le parti erano stati mandati presso di lui ambasciatori e consegnati ostaggi, e dopo che era stata fatta la pace, stabilì di collocare due coorti nel territorio dei Nantuati, e di svernare, insieme alle rimanenti coorti di quella legione, in un villaggio dei Veragri che si chiama Ottoduro. Protesse quel luogo con una palizzata e con un fossato. Dopo che furono passati numerosi giorni e che egli ebbe ordinato che in quel luogo fosse radunato del grano, Galba venne informato, per bocca degli esploratori, che durante la notte tutti i Galli erano andati via e che le montagne sovrastanti erano controllate da un’enorme massa di Seduni e di Veragri. Avvenne, infatti, che all’improvviso i Galli prendessero la decisione di riprendere la guerra e assalire le legioni Romane. Ricevute queste notizie, Galba venne colto da un grande timore, perché le fortificazioni non erano ancora state portate a termine, né si era provveduto a sufficienza al grano e al resto del vettovagliamento. Tuttavia, facendo affidamento sul valore dei soldati Romani, egli (Galba) stabilì di difendere l’accampamento.

Versione tratta da: Cesare

Pag. 278 n. 155

→ Cum in Italiam proficisceretur Caesar, Servium Galbam cum legione …

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