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Versione | pag. 170 n. 19 → Annibale contesta il filosofo Focione

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 170

Versione numero: 19

Annibale contesta il filosofo Focione

Dopo che Annibale, allontanato da Cartagine, fu giunto da esule ad Efeso, presso Antioco, e dopo che, dai suoi ospiti, egli fu stato invitato ad ascoltare il filosofo Formione, si racconta che quel facondo grand’uomo (→ Formione) parlò per alcune ore del compito del comandante e di tutta l’arte della guerra. A quel punto, dato che tutti gli altri che lo avevano ascoltato erano stati intensamente dilettati, essi domandavano ad Annibale che cosa mai egli pensasse di quel filosofo: si tramanda che questo Cartaginese rispose, non perfettamente in lingua Greca, ma tuttavia con franchezza, che spesso egli aveva visto numerosi vecchi deliranti, ma che non aveva mai visto nessuno che delirasse più di Formione. E, per Ercole, non a torto! Formione, infatti, parlò con presunzione. Egli, un uomo Greco, che non aveva mai visto un nemico, non aveva mai visto un accampamento, e infine che non aveva mai messo mano al più piccolo compito di alcuna carica pubblica, aveva osato dare insegnamenti di tecnica militare ad Annibale, il quale, vincitore di tutti i popoli, per tanti anni aveva lottato per la supremazia contro il popolo Romano.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 170 n. 19

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