Cassius
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Cum Graeci decimo anno Troiam fraude expugnavissent et urbem delevissent, Aeneas, Anchisae …

Monitor - Lezioni 1

Pagina numero: 426

Versione numero: 203

Enea sposa Lavinia

Dopo che i Greci, nel decimo anno, ebbero espugnato Troia grazie ad un tranello, e dopo che ebbero distrutto la città, Enea, il figlio di Anchise e di Venere, caro a molti dèi e dee per via della straordinaria devozione, fuggì con delle navi insieme a un vasto gruppo di Troiani, allo scopo di ricercare delle nuove sedi (ossia: “una nuova casa, una nuova patria”). Dopo lunghe peregrinazioni attraverso il mare, e molte vicissitudini, il figlio di Anchise (Enea), insieme ai suoi compagni, giunse infine sulle coste dell’Italia, e attraccò nel territorio Laurentino, dove combatté una guerra con il re Latino. Infatti, all’epoca, controllavano quei luoghi il re Latino e gli Aborigeni (ossia: “i nativi, gli autoctoni”). Dopo che fu uscito sconfitto in battaglia, Latino stipulò la pace con Enea, e diede a lui in sposa la figlia Lavinia. A quel punto i Troiani fondarono una città, la quale, dal nome della moglie (la moglie di Enea), venne chiamata “Lavinio”.

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