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Versione | pag. 178 n. 10 → Un sogno rivelatore

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 178

Versione numero: 10

Un sogno rivelatore

Mentre due amici Arcadi erano in viaggio insieme, dopo che furono giunti a Megara, uno andò ad alloggiare presso un oste, l’altro dei due presso un ospite. Non appena costoro, una volta cenato, si coricarono, a notte inoltrata a quello che si trovava presso la casa dell’ospite sembrò nei sogni che l’altro lo supplicasse di andargli in aiuto, poiché dall’oste gli veniva preparata la morte. Dapprima quello, terrorizzato dal sogno, si alzò; quindi, dopo che si fu ripreso e che ebbe considerato che quella visione non dovesse essere tenuta in nessun conto, si sdraiò di nuovo. A quel punto, mentre dormiva, gli apparve il medesimo (ossia: “il medesimo amico”), ferito, e lo scongiurò che, siccome a suo dire non era andato in aiuto a lui da vivo, che non lasciasse che la propria morte restasse invendicata; egli disse infatti che, una volta ucciso, era stato gettato dall’oste in un carro, e che il cadavere era stato ricoperto di letame. Chiese (sottinteso: “all’amico”) che di mattina si trovasse presso la porta, prima che il carro uscisse dalla città. Raccontano che l’amico, agitato da questo sogno, di mattina si trovò presso la porta, e che chiese al bovaro che cosa ci fosse sul carro; allora (sottinteso: “raccontano che”) quello, impaurito, fuggì, che il morto fu estratto e che l’oste, una volta che la faccenda fu stata scoperta, fu condannato.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 178 n. 10

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