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Versione | pag. 178 n. 11 → L’assassinio di Iempsale

La Lingua delle Radici 1

Pagina numero: 178

Versione numero: 11

L’assassinio di Iempsale

Quando Aderbale, Iempsale e Giugurta fecero la prima riunione, furono divisi i tesori e furono stabiliti per ciascuno i confini del regno. Poi gli eredi al regno si ritirarono in luoghi vicini ai tesori. Per caso, nella città di Tirmida, accolse in casa sua Iempsale un Numida, già da lungo tempo caro affiliato di Giugurta. Immediatamente Giugurta gli promise molte ricompense preziose, chiedendogli le riproduzioni delle chiavi delle porte (infatti quelle vere erano state date a Iempsale), affinché egli potesse far entrare nella casa un manipolo di uomini armati. Le richieste di Giugurta furono eseguite nel giro di breve tempo dal Numida. E così durante la notte i soldati di Giugurta fecero irruzione nella casa e ispezionarono i luoghi uno per uno, confondendo ogni cosa con lo strepito e il fracasso. Quando Iempsale si accorse di ciò, si nascose nella cella di una ancella, ma presto fu trovato e ucciso. La testa dello sventurato erede al regno fu mostrata a Giugurta.

Versione tratta da: Sallustio
Pag. 178 n. 11

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