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Plane Discere 2

Pagina numero: 281

Esercizio numero: 10

1. L’ateniese Conone si avvicinò alla politica durante la guerra del Peloponneso, e nel corso di quella (guerra), il suo contributo fu di grande valore.
2. Catilina elogiava ciascuno dei suoi chiamandolo per nome, ad uno ricordava la povertà, ad un altro ricordava la propria avidità, a molti ricordava il pericolo e il disonore, a molti la vittoria Sillana.
3. O oscurità, o fango, o miserabile, tu, immemore della stirpe di tuo padre, e memore a stento di quella di tua madre!
4. Dall’Appennino P. Clodio aveva portato degli schiavi selvaggi e barbari, che voi ricordate, e con i quali aveva tormentato l’Etruria.
5. Che quella strage, se viene posta sotto accusa, sia attribuita a colui al quale essa interessò, non a colui al quale essa non interessò affatto!
6. Non provare sofferenze proprie non è da essere umano, non sopportarle non è da uomo.
7. Ti esorto a dedicarti alla politica: questo spetta al tuo coraggio e alla tua intelligenza.
8. Cesare accusò di concussione Cornelio Dolabella, ex console e titolare di un trionfo.
9. Non vi torna alla mente la battaglia presso il lago Regillo? Fino a questo punto vi siete dimenticati delle vostre sconfitte passate e dei nostri favori nei vostri confronti?
10. Io mi rivolgo a voi, che avete sempre considerato di più le vostre dimore, le ville, le statue e i dipinti, che lo Stato.
11. O Romani, in questa guerra di Catilina, che ricordiamo crudelissima come mai nessun paese barbaro ne condusse contro il proprio popolo, io mi sono comportato in maniera che voi foste preservati tutti incolumi.
12. È caratteristico della stupidità vedere i difetti altrui e dimenticare i propri.

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