Cassius
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Latino ad hoc 2

Pagina numero: 52

Versione numero: 24

Preghiera a Iside, regina del cielo

All’incirca alla fine del primo turno di guardia, svegliato da un’improvvisa paura, vedo il globo completo della luna piena, di una lucentezza straordinaria, che emerge dalle acque del mare. Se il destino mi offriva una speranza di salvezza, benché tardiva, io decisi di supplicare l’augusto volto della dea che avevo davanti (lett. presente); e immediatamente, dopo aver allontanato il pigro sonno, mi alzai lieto e pronto, e fino a che il globo della luna riluceva, io con volto rigato dalle lacrime pregavo in questo modo la potentissima dea: “Oh regina del cielo, che illumini con codesta luce femminile tutta la cinta muraria e con gli umidi raggi nutri le sementi feconde, spandendo variabili chiarori, se è lecito invocarti, opponiti alle mie ormai ultime sventure, restaura la fortuna venuta meno, concedi tregua e pace alle crudeli vicende sopportate; che sia la fine delle mie sofferenze, che sia la fine dei pericoli. Scaccia quest’orribile aspetto di quadrupede, restituiscimi alla vista dei miei cari, restituiscimi al Lucio che sono, e se una divinità offesa mi tormenta con inesorabile crudeltà, che almeno sia lecito morire, se non è lecito vivere”.

Versione tratta da: Apuleio

Pag. 52 n. 24

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